Capire i dati all’interno del CRM per fare attività di Marketing Automation

Evoluzione dei database: ecco come sono cambiati nel tempo

Sapevi che esistono molti tipi diversi di database e che, il più adatto a un’organizzazione specifica, dipende dal modo in cui tale organizzazione intende utilizzare i dati?

Come ci ricorda questo articolo di Oracle, la crescita evolutiva dei database è infatti iniziata nei primi anni 60′, quando i sistemi originali utilizzati per memorizzare e manipolare i dati erano i database dedicati alla navigazione, quali il database gerarchico (che si basava su un modello ad albero e consentiva solo una relazione di tipo uno-a-molti) e il database di rete (un modello più flessibile in grado di permettere più relazioni). Sebbene semplici, questi primi sistemi mancavano di flessibilità.

Negli anni 80′, i database relazionali acquisirono notorietà, seguiti dai database orientati agli oggetti negli anni 90′.

Più di recente, sono comparsi i database NoSQL in risposta alla crescita di Internet e per soddisfare l’esigenza di maggiore velocità ed elaborazione dei dati non strutturati. Oggi, i database cloud e i database con funzionalità di self-driving stanno aprendo le porte all’innovazione per quanto riguarda le procedure di raccolta, archiviazione, gestione e utilizzo dei dati.

Cosa sono gli Zero-Party Data e perché ne hai bisogno

Zero-Party Data sono informazioni personali condivise volontariamente, in modo trasparente e direttamente dalla fonte. Sono esattamente quelli a cui si riferisce chi dice che “i dati sono il nuovo petrolio” , come già sosteneva The Economist nel 2017.

Si tratta di un’analogia particolarmente efficace perché:

  • riflette l’enorme portata della cosiddetta Economia dei dati
  • come il petrolio, i dati grezzi sono praticamente inutili a meno che non vengano elaborati

Ti basti sapere che, solo nel 2020ogni essere umano sulla Terra ha creato una media di 1,7 MB di dati al secondo

Utilizzando la piattaforma edrone eCRM, ad esempio, i negozi online sono in grado di raccogliere una tonnellata di dati sui clienti:

  • quali prodotti sono stati visualizzati
  • aggiunti al carrello e acquistati
  • quanto è stato speso e con quale frequenza
  • quanti clienti sono nuovi e quanti sono frequenti acquirenti
  • … l’elenco potrebbe continuare.

Estraendo informazioni utili da questi dati utilizzando la Customer Intelligence, questi negozi sono in grado di vendere di più ai clienti esistenti e trovarne costantemente di nuovi. Potrebbe sembrare semplice, ma c’è molto da dire a proposito di questo tema: eDrone lo approfondisce in questo articolo

Qualificazione progressiva: cos’è e perché è importante

Il progressive profiling, è una tecnica di Marketing Automation molto efficace perché consiste nel profilare in maniera progressiva un contatto per ottenere, nel tempo, più informazioni.

Tutto ha inizio nei form, ossia i luoghi in cui agli utenti è consentito di inserire volontariamente i propri dati. Da lì, finiscono nel CRM ed è così che per l’utente diventa possibile ricevere le nostre comunicazioni. Ed è a questo punto che entra in gioco anche la profilazione: un insieme di attività volte alla raccolta e all’elaborazione dei dati, con lo scopo di conoscere l’utente e mappare il suo customer journey. Si tratta di un’attività che punta ad analizzare le interazioni che l’utente ha avuto con i touchpoint a sua disposizione. Ad esempio, è possibile raccogliere e analizzare informazioni sul suo paese d’origine, sulle ricerche effettuate, sulle pagine visualizzate di recente, sugli elementi aggiunti al carrello, il tempo trascorso sul sito… e tutto quello che si ritiene utile!
Una volta volta profilato, l’utente viene quindi raggruppato in un segmento all’interno del quale esistono già profili simile al suo.

Il Progressive Profiling permette di acquisire tutte queste informazioni gradualmente, evitando di chiedere troppe informazioni in una fase iniziale – quando il lead non è ancora pronto a farci sapere così tanto di sé.

Il concetto alla base di questa tecnica è infatti che, acquisendo pochi dati all’inizio e continuando a fornire contenuti utili e interessanti a fronte di altre informazioni sul suo conto, nel tempo, l’utente ci fornirà tutte le informazioni che ci servono per la qualificazione.

Come funziona? Grazie alle attività di Marketing Automation, è possibile profilare progressivamente gli utenti attraverso più form, chiedendo di compilare pochi campi alla volta. I vantaggi sono:

  • Possibilità di stabilire a priori il numero di campi in un form, commisurando lo sforzo per l’utente ed evitando così di compromettere la raccolta
  • Offrire agli utenti stimoli utili e interessanti per ottenere gradualmente le informazioni qualificanti di cui abbiamo bisogno
  • Stabilire quali sono le informazioni fondamentali riguardo al lead e con quali campi sostituirli all’interno del form, se già disponibili, per consentire la profilazione progressiva.

E poiché un lead di cui abbiamo solo alcune informazioni è sempre meglio di nessun lead, avendo cura del contatto e considerando per ciascuno step quali sono le informazioni fondamentali, riusciremo con il tempo a raccogliere le informazioni di nostro interesse e fornire le soluzioni di cui l’utente ha davvero bisogno e costruire con noi una relazione di lungo periodo!

Analisi qualitativa dei dati: ecco il Lead Scoring

Il Lead Scoring è un processo che utilizza un modello di valutazione per assegnare un punteggio ai potenziali clienti in base alla loro probabilità di convertirsi in clienti effettivi. Il punteggio viene calcolato sulla base di diverse informazioni raccolte sui lead, tra cui la loro attività online, le loro preferenze e le loro interazioni con la tua azienda.

Si tratta di un processo composto da diversi step:

  • Raccolta e analisi dei dati: raccolta di informazioni sui lead attraverso diversi canali, come form di registrazione, cookie e tracciamento delle attività online.
  • Definizione dei criteri di valutazione: identificazione delle caratteristiche dei lead più promettenti e scelta dei criteri di valutazione più appropriati.
  • Implementazione del modello di Lead Scoring: integrazione del modello di Lead
  • Scoring nel sistema di marketing automation.
  • Monitoraggio e ottimizzazione continua: analisi dei risultati del Lead Scoring e adattamento del modello in base ai risultati ottenuti.

Ce ne parla Paolo Confortini in questo approfondimento su Linkedin!

Non è magia, è microcopy!

Quante volte ti è capitato di compilare un form e sbagliare a inserire qualche informazione? Scommetto tu abbia vissuto questa situazione almeno una volta, e che ti sia stato possibile rendertene conto perché hai visto apparire all’improvviso un breve messaggio di erroreQuello è un microtesto e qualcuno ne ha curato il microcopy. Ma andiamo per ordine.

Cosa sono i microcopy? Sono tutti quei brevi testi o messaggi di contatto (pulsanti, form, messaggi di benvenuto, menu) che aiutano l’esperienza di navigazione aumentando il coinvolgimento dell’utente e incrementando la conversione. Servono a “dare una spinta” all’utente, ossia a portarlo a compiere un’azione, come – ad esempio – la compilazione di form!

Cosa dovrebbe fare un buon microcopy per form di contatto? Scrivere brevi testo di accompagnamento ai form di contatto è fondamentale per stimolare gli utenti a compilare le informazioni richieste. Ecco perché questo tipo di microcopy dovrebbe essere:

  • Semplice: l’utente non deve avere dubbi sui dati da inserire
  • Utile: l’utente deve capire perché sono richiesti quei dati e quali sono i vantaggi nel darli
  • Umano: in caso di dubbi, l’utente deve essere aiutato a superarli o a capire cosa non va

E ora dimmi, come sono i microcopy dei tuoi form?
C’è qualcosa che puoi fare per migliorarli?

Attivare i clienti di una banca mobile-only: il caso buddybank

buddybank è il modello di banca mobile di casa UniCredit che offre agli utenti più giovani la solidità di un gruppo su cui poter contare, nel modo più affine a loro. Negli anni di lancio tantissimi clienti hanno scaricato l’app e hanno aperto un nuovo conto corrente con buddybank.

Qualche anno dopo, analizzando i dati di utilizzo, l’Head of CRM di Buddybank riscontra una necessità: alcuni utenti con il tempo utilizzavano sempre meno l’applicazione e in alcuni casi il processo di attivazione è stato interrotto.

Il vantaggio è avere molti dati a disposizione, lo svantaggio è che questi dati sono molto eterogenei e difficili da categorizzare a colpo d’occhio. L’Head of CRM decide di concentrarsi su questo aspetto e verificare da quanto tempo ogni utente non utilizzasse più la app. Questa informazione, insieme a quella relativa all’eventuale interruzione del processo di onboarding e a quelle demografiche, costituiscono il cuore della strategia di personalizzazione omnicanale implementata con il supporto di 7Hype.

Il case è stato raccontato da Customer Management Insights e puoi trovarlo qui!

Non c’è relazione con l’utente, senza CDP

Il “se non ci sono customer, non c’è business”, oggi diventa: “se non c’è relazione, non c’è crescita”.

C’è chi sostiene che, senza tecnologie AI, gli eCommerce non potranno entrare nel futuro. E noi concordiamo, ma ti diamo anche qualche suggerimento!

Una customer data platform (CDP) è l’evoluzione del modo in cui le aziende gestiscono i dati dei clienti. In un mondo sempre più omnicanale, i consumatori lasciano una traccia costante delle loro interazioni con i brand nel fisico, nel digitale e nel virtuale. Tuttavia, questi dati spesso sono disconnessi e sparsi tra molteplici software, rendendo difficile per le aziende avere una visione unificata di ogni cliente. Non più solo touchpoints e canali quindi, ma percorso e dati.

Una customer data platform raccoglie tutti questi dati e li unisce in un’unica fonte, offrendo una visuale completa del customer journey di ogni cliente. Questo aiuta le aziende a comprendere meglio le preferenze e le esigenze dei consumatori, a personalizzare le interazioni e a creare un’esperienza omnicanale coerente e one-to-one.

Una soluzione di oggi per un problema attuale. Ma anche un’opportunità per il futuro. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale e del machine learning, le aziende potranno utilizzare questi dati per prevedere ed anticipare i comportamenti futuri dei clienti e adattare la loro strategia in tempo reale. Questo significa che le aziende potranno offrire esperienze personalizzate e connesse ai clienti come mai prima d’ora.

E se è vero che spesso, non è importante quanti dati si abbiano, ma porre ai dati le giuste domande, allora avere lo strumento corretto è indispensabile.

Marketing Automation Unplugged

La sintesi della marketing automation è: contenuto giusto, alla persona giusta, nel momento giusto. Ma la persona giusta, e sopratutto il momento giusto, come li identifico? La segmentazione è la risposta!

In questa puntata di Marketing Automation Unplugged, Paolo Confortini affronta le tematiche di segmentazione del database specifiche per il mondo consumer. Retail ed Ecommerce dovrebbero mettere questa attività in cima alla propria lista di priorità!

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