Migliorare la Customer Experience, migliorare i risultati

Darwinismo digitale e cambio di paradigma

La newsletter di oggi sarà interamente dedicata all’Omnicanalità. Se ci segui da tempo lo sai: è un tema a cui teniamo molto e che ci induce a chiederci quale sia, infine, la vera essenza e il vero significato dell’Omnichannel Customer Experience. Per scoprirlo, crediamo sia necessario fare un piccolo viaggio nel tempo: solo allargando orizzonti e prospettive è possibile avere una visione completa di ciò che è accaduto nel passato, per poi comprendere ciò che sta accadendo oggi e anticipare ciò che accadrà domani.

Quello che ci sembra vero è che fino a poco tempo fa il percorso evolutivo delle aziende potesse essere considerato del tutto simile al percorso evolutivo della specie: le più forti e le più agili si muovevano sul territorio, conquistando fette di mercato e creandosi un proprio spazio. E che però poi, a fronte delle caratteristiche del periodo storico che stiamo vivendo, questa certezza abbia iniziato a venir meno. 

Ci sembra infatti che adattarsi velocemente al cambiamento, essendo forti e agili, non basti più.

Le aziende di oggi e di domani devono invece saper anticipare il cambiamento, essendo in grado di pensare al futuro e di implementare (e non solo fare fronte a) qualcosa di disruptive.

Il nostro mondo (quindi, le nostre abitudini e gli strumenti che utilizziamo sia in ambito privato che lavorativo) sta convergendo verso il digitale e, anche se la transizione non è ancora completata, abbiamo una certezza in termini di business e di marketing: la relazione con il cliente è il punto attorno al quale poter costruire quella logica disruptive che stiamo cercando.

Marketing Omnicanale per una Customer Experience fluida

Il marketing omnicanale si riferisce alla creazione di un’esperienza positiva e senza interruzioni durante il percorso del cliente tramite più canali online (sito web, app, social media, e-mail, SMS, WhatsApp) e offline (negozi al dettaglio, eventi, customer care, call center) .

Le parole positivo e senza soluzione di continuità sono fondamentali e strategiche. Il cliente deve poter passare da un mix di canali online e offline in modo fluido e logico.

La Customer Experience non si limita a una transazione specifica – come, ad esempio, una vista a un sito web o una conversazione con l’addetto alle vendite del negozio – ma è un processo che inizia nel momento in cui il cliente viene a conoscenza dell’azienda o del prodotto e comprende tutte le interazioni e le transazioni che avvengono attraverso i punti di contatto presenti lungo il suo percorso.

Partire da qui per parlare dei punti di contatto dell’Omnichannel Customer Experience è fondamentale perché è proprio il cliente contemporaneo ad aspettarsi di trovare un percorso che tocca diversi touchpoint interconnessi oltre che a voler essere preso per mano e accompagnato lungo tutto il percorso. 

Per approfondire, ti suggeriamo questo video di Osservatori Digital Innovation Della School of Management del Politecnico di Milano:

Corso gratuito introduttivo all’Omnichannel Customer Experience

Il Corso Gratuito in Omnichannel Customer Experience è il percorso di formazione di base per acquisire competenze strategiche e tecniche utili ad affrontare le logiche dell’omnicanalità.

Con questo corso della Marketing Automation Academy imparerai…

  • Omnichannel Customer Experience: il momento è ora
    • L’epoca della Disruption e delle grandi possibilità
    • Cambiare il paradigma nella relazione con il cliente
    • Experience Economy
  • Approccio all’Omnicanalità
    • L’esperienza del cliente è tutto
    • Raggiungi l’omnicanalità con la Marketing Automation
    • Come la Marketing Automation si aggancia a touch point digitali e fisici
    • Come costruire una strategia di Omnichannel Costumer Experience
  • Journey Omnicanale
    • L’inizio del Journey
    • Come stimolare l’attenzione dell’utente
    • Gestire l’esperienza del cliente in ottica Omnicanale
    • Strategia di conversazione
  • Misurare i risultati
    • Cosa significa misurazione e perché è importante
    • Cosa si deve misurare ascolto, comprensione, stimolo Pt.1
    • Single Customer View
    • Come utilizzare i dati raccolti in omnicanalità

Adatto ai professionisti che hanno deciso di avere un ruolo di primo piano in un mercato in continua evoluzione.

Quali sono i touchpoint di una CX Omnicanale?

Definiamo un punto di contatto (o touchpoint) come:

qualsiasi interazione che avviene tra azienda e cliente e che può influenzare la percezione del prodotto, del servizio o del marchio.

Un punto di contatto può essere 

  • intenzionale se è volutamente generato dall’azienda (come un’email o il sito web);
  • non intenzionale se generato da azioni che non sono sotto il diretto controllo dell’azienda (come una recensione online scritta dal cliente senza alcuna pressione o il passaparola spontaneo).

Dei punti di contatto diciamo, inoltre, che possono essere

  • digitali: personalizzabili per utente e facilmente tracciabili, coinvolgono due sensi quindi il 20-40% della percezione umana;
  • fisici: difficili da misurare ma potentissimi perché coinvolgono i cinque sensi;
  • virtuali: coinvolgono due sensi (come i touchpoint digitali) ma in alcuni casi anche il tatto perché è possibile aggiungere la funzione spaziale con la manipolazione degli oggetti.

Quanti punti di contatto servono per concludere una vendita?

Business-to-business (B2B) e Business-to-consumer (B2C) hanno logiche di acquisizione cliente molto diverse e, di conseguenza, è differente anche il customer journey.

Nel B2B sono necessari dai 6 agli 8 punti di contatto per concludere una vendita ovvero dalle 6 alle 8 interazioni per intercettare un utente, trasformarlo in lead, educarlo e formarlo sul prodotto o sul servizio fino ad acquisirlo in quanto cliente. Inoltre, il livello di engagement e di interazione sono decisamente bassi.

Tutto cambia, invece, quando si tratta di acquisire clienti nel B2Calcuni esperti sostengono che per concludere una venditasono necessarie dalle 28 alle 62 interazioni mentre altri ritengono siano necessari più di 500 touchpoint. Potrebbe sembrare un percorso molto lungo e articolato ma, in realtà, è del tutto normale che un consumatore, prima di acquistare un certo prodotto o servizio da un certo brand, parli con un amico (passaparola), veda delle insegne fisiche, riceva un’email o un sms promozionale e/o veda, ad esempio, un’advertising su Facebook o su un altro social social network oppure trovi all’interno di un mondo virtuale qualcosa che rimanda a quel bene. 

Tutti questi sono punti di contatto attraverso i quali fare nurturing del prospect per arrivare a concludere la vendita acquisendo il cliente.

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